Facciate ipertecnologiche. In tutto o in parte prefabbricate, che si applicano dall’esterno agli edifici esistenti consentendo di eseguire lavori di retrofit senza dover liberare gli immobili durante i cantieri, dimezzando i tempi e (di conseguenza) abbassando molto i costi di riqualificazione. Ancora: nuovi rivestimenti o pitture che agiscono in modo diretto sulla riduzione dell’inquinamento interno ed esterno; impianti ad altissima efficienza, che gestiti con equilibrio possono migliorare in modo sensibile il comfort degli edifici; sistemi domotici e di controllo intelligenti, che sono in grado di fotografare gli usi degli residenti e adeguarsi in autonomia alle loro reali esigenze e persino di orientare il consumatore finale verso una migliore gestione delle risorse.
Il futuro del condominio è legato all’evoluzione tecnologica. Ma, soprattutto, alla capacità da parte del consumatore di comprendere che ogni palazzo è un sistema. Che si tratti di reinstallare una caldaia, rifare un tetto o inserire un cappotto termico, la visione generale è ciò che conta. Avere un progetto d’insieme prima di partire con i lavori (anche nel caso in cui questi vengano poi implementati per fasi) è fondamentantale. La riflessione sul tema della riqualificazione del tessuto costruito avanza. Trainata dagli eventi e dalle fiere di settore: che da Bologna a Bolzano si occupano sempre di più del futuro delle nostre città a partire dagli spazi abitativi. Non è solo una questione di sostenibilità ambientale: in Italia circa il 62% degli immobili è stato costruito prima del 1990, parliamo di palazzi energivori, non sicuri, spesso inadeguati a rispondere alla domanda d’uso. Gli edifici residenziali, come ha sottolineato recente Scenari Immobiliari, sono oltre dodici milioni e di questi, oltre due milioni (16,8%), sono in mediocre o pessimo stato di conservazione. Per una riqualificazione totale sarebbero necessarie risorse per oltre cento miliardi.

Il Politecnico di Milano è impegnato in questi mesi nello sviluppo del progetto europeo Heart, cui partecipano 16 partner scientifici ed industriali dell’Unione. L’obiettivo è lo sviluppo di un kit di tecnologie multifunzionali (che spazia da elementi di riqualificazione fisica dell’immobile, a impianti innovativi, a soluzioni per il controllo in fase di gestione) in grado di ridurre il consumo energetico di un edificio residenziale multipiano anche dell’80% – 90. Fra gli sviluppi più interessanti, spicca la sperimentazione di facciate “plug&play”: supporti prefabbricati in acciaio, legno o con sistema misto, che vengono attaccati dall’esterno alla struttura da risanare. Con il vantaggio di integrare una dotazione di impianti altrimenti impossibili da installare, se non a fronte di pesanti lavori di risanamento: climatizzazione, pompa di calore e condensazione, ventilazione meccanica controllata, fotovoltaico e così via.